Lettera aperta agli imprenditori in difficoltà

Cara amica imprenditrice, caro amico imprenditore,

speriamo che in un momento di tranquillità tu possa dedicare dieci minuti a leggere questa nostra lettera confidenziale. Il contenuto riguarda l’oggetto più importante che tu abbia al di fuori del tuo ambito familiare e degli affetti più cari: la tua impresa, il tuo lavoro, il tuo investimento di una vita, le persone che lavorano con te, per te e per la comunità. La tua figura, nonostante in passato sia stata sottoposta per lungo tempo ad avversioni socio-culturali, è la chiave fondamentale per creare lavoro, sviluppo, benessere e democrazia.

Lo stallo economico e il disagio sociale, che ormai perdurano da oltre un decennio nel nostro Paese, non derivano tanto dalle decisioni imprenditoriali, più o meno giuste o sbagliate, quanto piuttosto dal trasferimento di poteri a sfere che travalicano le stesse scelte della politica nazionale.

In questo momento assai delicato della nostra storia recente, spesso hai nuotato contro corrente, rischiando di affogare. La tua vita, come quella di molti altri colleghi, ha avuto i suoi alti e bassi, le sue involuzioni e i suoi progressi, giorni sereni accanto a notti insonni. Non era affatto pacifico che sarebbe andato tutto bene, nonostante il coraggio, la passione e l’impegno.

Sono tanti i colleghi ad aver annotato nel tempo che via via l’azienda, rispettosa di tutte le ottemperanze fiscali, contributive e normative, non teneva più. Gli insoluti, la mancata liquidità, l’indebitamento con le banche, i crediti d’imposta non riscossi, le tasse esose, la burocrazia, i cavilli normativi, eccetera, sono stati la causa del vortice che l’ha tirata sempre più in basso. Così, ti ritrovi amareggiato e deluso, mentre cominciano a passare nella tua mente maldestri e tristi pensieri.

Tutto intorno il mondo è egoisticamente fermo e deserto: non speri più, non desideri più, la mente si annebbia e ti convinci che tutto è finito. Alle tue spalle non vedi che rovine di sogni e ruderi di castelli in aria. Non trovi più in te neanche il buon senso del naturale diritto a vivere. Attento, perché la disperazione annebbia la mente: per salvare la dignità e l’onore, la soluzione non sta nel togliere il disturbo, andandosene nel silenzio e magari scrivendo due righe di scusa alla famiglia. E poi, “disturbo” di che, se per anni, seguendo la tua “vocazione” imprenditoriale ed i tuoi talenti, hai lavorato indefessamente per dodici ore al giorno, tutti i giorni, comprese le feste, per dare un futuro alla tua famiglia e a molte altre persone?

Non è questa la soluzione per non soffrire più e per non far più soffrire le persone che ti amano. Tieni duro. Non sei solo, c’è una moltitudine di imprenditori che vive la tua stessa situazione; la vita è unica.

Lo sappiamo che stai morendo dentro, all’idea di lasciare la famiglia, gli amici, i collaboratori e gli operai; molti di noi ci sono già passati e hanno già attraversato il deserto della desolazione. Sappiamo cosa significhi vivere l’amarezza infinita della perdita di competitività, il crollo dei fatturati, la necessità di licenziare, l’impotenza di assolvere agli impegni e doveri familiari, aziendali e sociali. Si soffre dell’abbandono, dell’indifferenza, delle false promesse, delle illusioni e delle obbligazioni. La morte appare come una liberazione. Ma non concedere a nessuno la soddisfazione di eliminarti. Anzi, unisciti a noi per combattere le anomalie di questo sistema, dove spesso ci si rovina nel creare lavoro per gli altri.

Ecco perché ti vogliamo convincere a non farla finita ed a contare su di noi, su chi quel monte Calvario l’ha salito e conosce la sofferenza e l’angoscia che impedisce di venirne fuori. Il rimedio c’è ed esistono altri modi per continuare a vivere e ricercare i mezzi per ritrovare gioia, onore e entusiasmo. E’ vero, l’eccesso di burocrazia e gli insoluti ci demoliscono anziché aiutarci. Ma, come dice Papa Francesco, “non farti rubare la speranza!”. Perché, vedi, solo la speranza, l’unione con gli altri e l’impegno personale possono aiutarci a riconquistare e ricostruire la nostra dignità.

Evita di stare con i tuoi tristi pensieri e parla con chi ti sa ascoltare: la consapevolezza di chi ha già vissuto la tua esperienza, la competenza tecnica di professionisti che hanno deciso di offrire il proprio tempo di qualità per aiutare gli altri, la raccolta di istanze da coordinare per proporre modifiche normative, sono ciò che costituiscono la base per costruire insieme un percorso di rinascita e/o sostenibilità. Chiama il Telefono Arancione 02.37904770. Il dono più grande, la vita, non può essere barattata con carte e documenti che attestano la crisi di un’attività. Le vite di un imprenditore sono sempre più d’una, nel percorso professionale di una vita. Non fermarti!

Se ti sei accorto, dopo lunghe e sofferte riflessioni, che non è più possibile continuare a stare sul mercato, sappi che è giunto il momento di prendere decisioni radicali, affinché si possano limitare i danni a te o alla tua famiglia. Una voce terza, disinteressata e competente, può certamente aiutarti a scegliere la via più opportuna.

Ciò che hai costruito con tanta fatica, coraggio e passione, può disperdersi, ma non dimenticare che è stata la tua capacità a costruirlo e che questa capacità non può esserti pignorata o tolta da nessuno. Forse dovrai lasciare molti beni materiali, ma ti resterà l’amore della tua famiglia e la bellezza della vita che ti circonda.  

Ti lasciamo con una raccomandazione: non buttare questa lettera, portala con te e, prima di prendere decisioni estreme, chiamaci. C’è sempre un’alternativa alla disperazione: per vederla si deve accendere la speranza.

WWW.TELEFONOARANCIONE.IT – 02.37904770 

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